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La legge degli sfinteri

Proviamo ad immaginare di avere bisogno di fare la cacca e di poterci trovare in situazioni diverse: potremmo essere tranquillamente a casa nostra, oppure potremmo trovarci in un luogo pubblico dove non ci sentiamo molto a nostro agio (igiene dubbia, via vai di persone che verificano se il bagno è libero e quindi bussano alla porta ecc.), o addirittura potremmo trovarci in una situazione in cui ci viene chiesto di fare la cacca in presenza di altre persone e magari in una posizione poco fisiologica (questo succede per esempio a quelle persone che sono ricoverate in ospedale e non possono alzarsi dal letto).

Non occorre fare molta fatica per comprendere che il risultato sarà molto diverso e che sarà molto difficile, per qualcuno quasi impossibile, fare la cacca in presenza di altri. Addirittura ad un certo punto lo stimolo non verrà più avvertito perché lo stato di disagio avrà invertito la peristalsi  dall’ esterno verso l’interno, a tal punto che potrebbe essere necessario intervenire con un lassativo.

Però quella stessa persona se messa in una situazione di privacy potrebbe ritrovare le condizioni ideali per lasciare che l’intestino riprenda la sua funzione.

Beh! Questo ragionamento dobbiamo provare ad applicarlo al meccanismo del parto che come spiega Ina May Gaskin risponde alla legge degli sfinteri e cioè:

·         Come quelli escretori, gli sfinteri cervicale e vaginale funzionano meglio in presenza di un ambiente riservato, tranquillo, protetto

·         Questi sfinteri non rispondono a comando (spingi!, lascia andare!), perché non dipendono dalla nostra volontà ma dal cervello arcaico, quello involontario e più istintivo

·         Uno sfintere cervicale e vaginale che si sta aprendo, potrebbe improvvisamente richiudersi  in presenza di stimoli negativi quali paura, senso di pericolo, vergogna ed imbarazzo. Questo spiega perché a volte la dilatazione del collo dell’utero può regredire o la testa del bambino tornare indietro.

 

Alla luce di queste considerazioni dobbiamo rivedere alcune convinzioni che vengono poi trasferite alle donne e che del loro parto racconteranno: “mi hanno detto che il bambino era troppo grosso, che il canale era troppo stretto, che non ero brava a spingere”

 

Al parto la nostra parte corticale non fa molto bene ma non dobbiamo dimenticare che “le donne sanno partorire, i bambini sanno nascere”


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