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Il bambino nascosto

Il bambino nascosto

L’utilizzo dell’ecografia ostetrica all’interno del percorso assistenziale di una gravidanza fisiologica  risulta utile solo se applicato in maniera adeguata e integrata agli altri strumenti di valutazione del benessere materno e fetale: anche secondo  le linee guida non va eseguita di routine.

Eppure questo sembra essere un esame che spesso viene proposto alle mamme ad ogni controllo, oggi addirittura anche in 3D.

Il bisogno intrusivo all’interno dell’ambiente uterino supera la capacità di ascolto, di immaginazione. Delegando alle macchine le mani smettono di toccare, di entrare in contatto cercando una relazione con questo essere in divenire. Il rispetto quasi timoroso di un luogo che nutre e protegge viene meno. La vista che è il senso direttamente collegato alla nostra parte razionale si sostituisce all’immaginario fatto di emozioni, sensazioni, sogni e desideri.  La mamma finisce con il convincersi che hanno più importanza le immagini rispetto a ciò che lei sente.

Il bambino nascosto invece lascia il tempo alla mamma di fare spazio, di accettare, di accogliere. Nelle prime settimane rimane in disparte per poi manifestarsi piano piano  offrendole la possibilità di incontrarlo in uno spazio che sarà solo loro, dove la comunicazione correrà lungo sentieri impenetrabili dal mondo esterno favorendo quell’equilibrio ormonale che  si trasformerà nella cascata del parto.

 

Rispettare e proteggere questa dimensione è fondamentale perché la mamma possa portare l’attenzione dentro e non fuori sviluppando competenze naturali per la comprensione del benessere del proprio bambino e per coltivare le potenzialità che le permetteranno di affrontare con fiducia la nascita.