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Il continuum per il neonato

(…) Gorilla di montagna: le femmine partoriscono un solo piccolo, al termine di una gestazione di quasi nove mesi. A differenza dei possenti genitori, i neonati sono minuscoli e in grado solo di aggrapparsi al dorso della madre. I piccoli restano aggrappati alla schiena della madre fino ai due o tre anni d'età.

 

La nascita rappresenta per il neonato un momento di passaggio da un ambiente (l’utero) ad un altro (l’ambiente extrauterino), ma non è altro che il proseguo di un processo di crescita e sviluppo nel quale è intimamente interconnesso con la madre. Il neonato non ha la capacità di sopravvivere da solo, non ha la consapevolezza del proprio corpo, si percepisce come parte integrante del corpo materno.

Il cucciolo d’uomo nasce a metà del suo percorso, o meglio il parto rappresenta il termine dell’endogestazione a cui segue un periodo altrettanto lungo, l’esogestazione, durante il quale gradualmente il piccolo imparerà ad acquisire quelle competenze che lo porteranno a percepirsi un “diverso” dal corpo materno.

Questo ci deve far comprendere come non sia possibile immaginare un neonato con dei ritmi definiti e soprattutto rispondenti alle esigenze di noi adulti.

I cuccioli dei nostri parenti rimangono aggrappati alla madre per  molto tempo, da questo contatto prendono la rassicurazione e la protezione di cui abbisognano.

 

 Mentre la società evolve e ci sottopone a dei ritmi sempre più incalzanti, il processo della nascita e della crescita dell’individuo rispondono a leggi antiche e che stanno alla base della sopravvivenza dell’individuo.


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