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Pavimento pelvico e sessualità

Quando nei corsi proponiamo alle donne di camminare ancheggiando, per molte è quasi impossibile perché non lo sanno fare, non gli viene spontaneo, e l’immagine che viene associata a questo modo di muoversi è quella di una donna che vuole attirare l’attenzione, provocare, forse anche una donna un po’ “leggera”.
Eppure il movimento che parte dal bacino è quello naturale dell’individuo e che permette di rendere la colonna stabile, di scaricare le tensioni a terra, conferisce al corpo morbidezza, elasticità e tonicità: quando muoviamo liberamente il bacino stiamo facendo lavorare i muscoli del pavimento pelvico. 
Ma se fin da piccole ci hanno insegnato a non sculettare perché non sta bene, ci hanno insegnato che non dobbiamo toccarci, esplorarci per comprendere come siamo fatte, se ci hanno insegnato ad attribuire un significato negativo alla dimensione dl piacere, noi abbiamo piano piano imparato a non muovere i muscoli del pavimento pelvico e questo ci porta ad averne progressivamente sempre meno consapevolezza e a confrontarci con disturbi legati a questa area del nostro corpo (incontinenza, stitichezza, dolore sessuale, difficoltà a raggiungere l’orgasmo).
Non si può parlare di pavimento pelvico senza parlare di sessualità, non si può fare prevenzione e curare questa parte del corpo femminile se non ci confrontiamo con la nostra posizione e quella della società in cui viviamo, rispetto alla dimensione del piacere.

 

 


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